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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Gli eventi legati alla festa di San Raimondo (31 Agosto)

Gli eventi legati alla festa di San Raimondo (31 Agosto)

Murales in Piazza Bialada

La Storia

Nel maggio del 1796 il Viceré creò una commissione militare guidata da Efìsio Pintor Sirigu, detto ''Pintoreddu'' che partì da Cagliari per assoggettare con la forza i villaggi in rivolta contro il feudalesimo e catturare Giovanni Maria Angioy. Tra i villaggi in rivolta vi era anche Bono.
La spedizione, un misto di militari a cui si unirono milizie civili in virtù delle taglie poste sul capo dell'Angioy, arrivò nei pressi di Bono il 18 luglio 1796, prese possesso nelle immediate vicinanze del colle della chiesa di San Raimondo, localizzando nel piazzale della chiesa il quartier generale e sistemandovi i due cannoni al seguito. Il colle a quei tempi dominava il centro abitato ma era esterno allo stesso.
Intanto i bonesi, considerata l'imponenza della commissione militare decisero di abbandonare il villaggio e rifugiarsi alla falda della montagna da dove potevano spiare i movimenti dei militari.
Lasciarono le case vuote, restò sola una donna paralitica, Ambrogia Soddu, che non potè fuggire con gli altri, né la poterono portar con loro, persuasi che i nemici non avrebbero offeso una donna innocua nello stato in cui si trovava. Ma essa fu barbaramente uccisa dopo averne saccheggiato la casa.
La mattina del 20 luglio le truppe ed i miliziani entrarono nel villaggio senza resistenza, mentre dal piazzale di San Raimondo si faceva fuoco contro i bonesi rifugiati nel bosco a monte i quali rispondevano come potevano armati di fucili.
Intanto veniva saccheggiato il villaggio, sfasciando e rubando tutto cio che poteva essere trasportato, abusando dei cibi e del vino prelevato dalle cantine. Bevettero al punto che tanti dei miliziani restarono ubriachi per le strade. Una parte di loro invece spogliate tutte le case, togliendo quanto di buono e di valore trovarono dentro, ripartirono carichi di bottino.
I bonesi intanto stavano in silenzio e sempre alle vedette, aspettando l'occasione di piombare sopra il resto della commissione. La sera stessa i capi spedizione, partirono verso Ozieri, seguiti dalle truppe. Si accamparono per passare la notte sotto Benetutti a circa tre chilometri dal villaggio. Fu allora che i bonesi scesero dalla montagna e inseguirono le truppe raggiungendole nel campo di Anela. Si avventarono d'improvviso contro i soldati, e la prima cosa che fecero fu d'impossessarsi dei cannoni che furono portati in trionfo e collocati nel piazzale della chiesa di San Raimondo.
E' da allora che i bonesi per ricordare ai posteri l'impresa, istituirono fin da quell'anno 1796 una festa in onore di San Raimondo a cui era intitolata la chiesa che sovrasta il colle simbolo delle operazioni. (tratto dagli scritti di Giovanni Spano 1803-1878)

Ieri
L'evento a ricordo è cambiato negli anni. Anticamente si armava un carro, ad imitazione di quello con cui le truppe trasportarono i cannoni per espugnare Bono, vi caricavano la zucca, la più grande reperita negli orti del villaggio, veniva inghirlandata con fiori tolti alla stessa pianta, accompagnata con pomidoro e forme di ricotta, quindi veniva portato in processione, accompagnato al suono di zampogne dal popolo festante.
Uomini e donne si recavano alla chiesa e giunti al piazzale collocavano il carro dove le truppe avevano piantato l'armigero carro, prendevano la gran zucca e l'appendevano nella facciata della chiesa con grida che imitavano l'urrà delle milizie in battaglia. Quindi si svolgeva la corsa dei cavalli e la zucca veniva data ironicamente in premio all'ultimo che arrivava. Questi ne faceva un dono ai carcerati. (tratto dagli scritti di Giovanni Spano 1803-1878)
Oggi
Oggi i festeggiamenti iniziano la mattina del 31 Agosto con le funzioni religiose, la statua del Santo viene portata in processione a spalla dai membri del comitato e percorre le vie del centro storico con devoti e fedeli al seguito. Nel pomeriggio avviene la rievocazione degli eventi storici. Il carro viene ornato con fiori e canne, viene adagiato il cannone e sistemata la gran zucca al centro del carro trainato dai buoi. La sfilata percorre le vie del paese aperta dal carro con al seguito gruppi della tradizione sarda (trombettieri e tamburini, gruppi di maschere e costumi della Sardegna, suonatori di organetto, sbandieratori). A fine sfilata il carro, giunto sopra il colle, viene raggiunto dai cavalieri locali che si lanciano in una corsa sfrenata tra due ali di folla verso la simbolica conquista del cannone. Salito l'ultimo cavaliere, viene fatta rotolare la grossa zucca lungo la strada che porta al colle in segno di scherno e di sconfitta delle truppe (secondo il dialetto sardo ''Sa corcoriga'' ovvero ''la zucca'' equivale ad una bocciatura/sconfitta). La serata si chiude con canti e balli dei migliori gruppi folk della Sardegna

Gli eventi legati alla festa di San Raimondo (31 Agosto)

Il Carro addobbato

Gli eventi legati alla festa di San Raimondo (31 Agosto)

La discesa dei cavalieri dal colle di San Raimondo

(Pubblicazione del Comitato per i festeggiamenti di San Raimondo ''Fedales72'')

documenti allegati
Nome documento Formato Peso
Opuscolo festa di San Raimondo Formato PDF 1402 Kb

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